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Verona 1999

 

Nel 1999 le citta di Verona e Treviso ospitarono i Campionati del Mondo di ciclismo a cinque anni dal mondiale di Agrigento del 1994. Cinque dalla Sicilia di Leblanc e Boardman, cinque rispetto ai nove dal passaggio di consegne tra Agrigento ed il Montello (1985), lo stesso periodo che intercorse da Ostuni 1976.

Dietro l'affermazione di Verona quale sede ideale per la rassegna iridata c'è l'opera appassionata ed instancabile di Teofilo Sanson e dei suoi più stretti collaboratori: un distillato di entusiasmo che garantiva nel '99, come oggi, la massima efficienza.

Nel '99 furono approntati due circuiti: il primo, per le cronometro, un anello di 50,600 km con partenza ed arrivo a Treviso, da piazza della Signoria a piazza del Duomo. Il secondo, per la prova in linea, un circuito di 16,250 km da compiere 16 volte con partenza ed arrivo a Verona, in corso di Porta Nuova, per un totale di 260 km. Il percorso di Verona includeva (ed includerà anche nel 2004) lo strappo delle Torricelle, quello di Treviso la salita del Montello.

Chi si prese il bottino più ghiotto in quel di Verona, domenica 10 ottobre, fu Oscar Freire Gomez, allora timido spagnolo in scadenza di contratto (come cambiano le cose...) che, a meno di un chilometro dalla fettuccia d'arrivo, scattò in faccia ad un nutrito gruppetto comprente una vecchia volpe come Konyshev, ma anche Ullrich, Zberg ed il campione uscente Camenzind. Sotto lo striscione fece in tempo a sistemarsi la maglia. Sistemata lo fu anche l'Italia, perché Casagrande, uno dei capitani designati, non andò oltre il quarto posto a quattro secondi, preceduto da Markus Zberg e Jean-Cyril Robin.

Non fece un dramma per la sconfitta il tedesco Jan Ullrich che quattro giorni prima, sulle rampe del Montello, aveva conquistato la maglia iridata della prova a cronometro staccando lo svedese Anderson di 14 secondi ed il primatista dell'ora Chris Boardman (colui che cinque anni prima, a Catania, aveva vinto la prima maglia iridata di specialità) di 58 secondi. Se da una parte lo spagnolo Freire si poteva considerare la vera rivelazione del Mondiale, Ullrich ne rappresentava la conferma: in Veneto, infatti, ci andò per battere cassa, per concedersi il lusso di un bis sopraffino, visto che portava in dote la bella vittoria nella Vuelta.

Tra gli Under 23, l'Italia impose la propria legge con Leonardo Giordani e Luca Paolini, primo e secondo nella prova in linea, mentre a cronometro la spuntò lo spagnolo José Ivan Gutierrez. In campo femminile la lituana Edita Pucinskaite si prese il titolo in linea e l'olandese Leontien Van Moorsel quello a cronometro.

Verona gioì per la vittoria di un proprio corridore nella gara in linea Juniores: Damiano Cunego, che si spartì con lo svizzero Fabian Cancellara (primo a cronometro) il titolo di "rivelazione dell'anno". Anche le ragazze scoprirono un talento: la canadese Geneviève Jeanson vinse sia in linea che a cronometro.

IN PROGRAMMA
03/10/2004
10.00 Gara in linea Uomini Elite; 9.00-20.00 Villaggio dei Mondiali; 18.00 Rainbow Party
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LA PAROLA AI CAMPIONI
Paolo Bettini
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I RACCONTI DI ALFREDO MARTINI
20/09/2004
2002, Zolder: la squadra un esempio, Cipollini straordinario
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